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Storia SSD Nuova Pallacanestro Vigevano 1955 S.r.l.

“BENVENUTI NELLA SALONICCO D’ITALIA!”

Una scritta che campeggiava sui muri del PalaBasletta, la mitica Palestra “Carducci“, la casa dove sono nati e sono stati costruiti i successi della PALLACANESTRO VIGEVANO, il sodalizio più importante nella storia del basket a Vigevano.

Non è retorica quando si afferma che il pubblico ducale è il sesto uomo, perché da ormai oltre 60 anni a Vigevano si vive di pane e basket.

Un feeling nato a metà degli Anni ‘50 (per la precisione il 20 Novembre 1955, data della prima partita di una Squadra vigevanese in un Campionato ufficiale), quando si giocava a palla al cesto su un campetto dell’allora Periferia, in Via Valle San Martino, ora uno dei Quartieri storici della Città.
Qui, su un rettangolo all’aperto, nascosti fra gli ombrelli e coperti dalla inesorabile nebbia, si andava in delirio per i divi di allora del “Gruppo Sportivo Oberdan”, i vari Rochiltzer, Ferri e Romanutti.

Fu con loro che nacque la prima generazione dei supporter ducali, le celebri “Ugole d’oro” che si presentavano al lunedì in fabbrica, a scuola o negli uffici senza voce.

Nel 1960, dal campetto di periferia, il basket vigevanese si trasferì quindi al coperto.
La sala mensa di una delle più importanti Aziende della Città, l’Ursus Gomma, che, da quell’anno e per i successivi 5 anni abbinò il proprio nome alla Squadra di basket ducale che, nel frattempo aveva assunto la denominazione sociale “PALLACANESTRO VIGEVANO”.
Il sabato venivano ammassati e trasferiti tavoli e sedie, per posizionare al loro posto delle tribune primordiali e due canestri, mentre sul pavimento erano tracciate le linee che delimitavano campo, area colorata e lunetta.

Venne poi il tempo della “Carducci“, la palestra annessa alle Scuole Elementari “Regina Margherita”, che prese il nome dalla via in cui si trova, appunto Via Giosuè Carducci.
Furono quelli gli anni in cui si affemarono le “Ugole d’oro”, degli spareggi a Livorno contro le due bolognesi Fides e Cassera (l’attuale Fortitudo).
E proprio in quegli anni iniziarono le trasferte di massa, i primi pullman (allora si chiamavano “carovane“) al seguito della Squadra.
Celebri le trasferte a Cremona, a Brugherio contro il Panda, dei duelli con la Snaidero Udine e con la Splugen Gorizia, delle battaglie con il Sapori Siena e la Brina Rieti.

Erano gli anni del Presidente Luigi Colombo, il Commendatore che per quattro lustri resse le sorti della Pallacanestro Vigevano, costruendo ogni stagione una Squadra per vincere il Campionato.
Impresa, però, che gli riuscì solo nel 1977, al termine di un drammatico (perchè tirato sino all’ultimo secondo) spareggio contro la Juve Caserta, vinto per 71-70 dopo un overtime.

Negli Anni ‘70 nacque a Vigevano il vero tifo organizzato.
Sulle tribunette mobili, in legno, comparvero i primi striscioni dell’INFERNO GIALLO-BLU‘, quindi un lenzuolo bianco lungo parecchie decine di metri che veniva issato sulla balconata, appena sopra le porte degli spogliatoi.
Su quel lenzuolo capeggiava la scritta “LASCIATE OGNI SPERANZA O VOI CHE ENTRATE“.
Si scomodava pure “il Sommo Poeta” per ricordare che in quella tana, la vita per gli avversari sarebbe stata durissima, quasi come un girone dantesco.

I tifosi aumentarono ulteriormente con la storica promozione in Serie A2 nel Giugno del 1977.
La vecchia Carducci venne radicalmente trasformata, sventrata e ricostruita.
Della vecchia palestra scolastica restarono solo la volta ed i muri portanti, sparì la balconata, il campo venne spostato e, su tre lati, realizzate le tribune.
In due mesi prese vita un Palazzetto dello Sport capace di ospitare 3.500 spettatori.

Inutile dire che ben presto anche questo ampliamento si rivelò insufficiente.

In quegli anni a Vigevano prese piede uno sport denominato “caccia al biglietto“.
Dovevi infatti acquistare almeno otto giorni prima il tagliando per entrare a vedere la partita successiva, e poi dovevi presentarti ai cancelli d’ingresso alle 14.30.
Già, proprio a quell’ora prendeva vita il tifo ducale.
Alle 15.30 (ben due ore prima del salto a due) la Carducci era piena per tre quarti.

Dalla curva del mitico Settore B dove prendevano posto gli ultras del “Basket Club Bar Piero“, si provavano i cori, si mettevano a punto le coreografie, iniziava lo sventolio delle bandiere.

Quante volte Aldo Giordani, uno dei padri del giornalismo sportivo e, senza dubbio, il miglior cronista di basket che il nostro Paese abbia mai avuto, definì durante le sue telecronache la Carducci come “una bolgia infernale“.
Perchè tutti coloro che entravano e prendevano posto sugli spalti, anche coloro che sedevano nei “centrali“, non potevano non essere contagiati dal calore che sprigionavano i ragazzi della curva, a meno che non fossero i supporters della squadra ospite!

I fasti della Serie A, il tutto esaurito ed il calore del pubblico, durano lo spazio di sette stagioni; i sette anni di Vigevano nella Massima Serie.

Nel 1984 iniziò il declino, la retrocessione in Serie B ed un successivo capitombolo nell’anonimato della Serie C.
Gli spalti della Carducci, nel frattempo ridotta di circa 2000 posti dalla Commissione di vigilanza e sicurezza dei locali adibiti a pubblici spettacoli, erano sempre più vuoti.
I soliti irriducibili seguivano le disavventure di una Squadra che aveva ormai spezzato quel feeling che l’aveva, da sempre, legata alla Città.
Pochi sugli spalti e silenziosi… come erano lontani quei tempi!

Poi l’estate del 1991 segnò una tappa fondamentale per Vigevano.
Quando tutto sembrava perduto, ecco un gruppo di appassionati tifosi che assume le redini societarie, affidando la Presidenza ad Olindo Caso, l’uomo della rinascita del basket ducale.

Due campionati di Serie C, il primo anonimo (ma in quell’anno era già importante essere ancora vivi), il secondo giocato per vincere e perso a poche giornate dalla fine.
Ma la Carducci tornava a riempirsi, i tifosi, la nuova generazione, iniziava ad organizzarsi.
Nel 1993 l’acquisto dei diritti di Asti ed il ritorno in Serie B2.
Iniziava una nuova stagione per il basket vigevanese, cominciava la “NUOVA PALLACANESTRO VIGEVANO”.

Un torneo esaltante. Una Squadra che fece impazzire il pubblico, che ritornò a popolare i gradoni della “vecchia Carducci”, nel frattempo intitolata alla memoria del vigevanese Ing. Giulio BASLETTA (medaglia d’oro di scherma alle Olimpiadi del 1928).

Il tifo tornò ad organizzarsi, dalla curva del mitico Settore B tornano a partire i cori, i lanci di coriandoli, un incitamento dal primo all’ultimo minuto di ogni incontro: il “popolo ducale” era tornato!
E la partita spareggio della penultima giornata di quel Campionato che oppose Vigevano all’Oviesse Garlasco, in un Derby dal risultato senza ritorno (dove chi vinceva accedeva direttamente in Serie B1), vide mobilitarsi qualcosa come 1000 cuori giallo-blù che riempirono il Palazzetto dello Sport di Mortara (dove i “cugini” disputavano i loro incontri casalinghi).
Fu un incontro per cuori forti, una partita giocata punto a punto e chiusa con il successo di Vigevano per 59-57.

Vigevano ritorna finalmente a disputare un Campionato Nazionale, e lo fa per ben 15 anni consecutivi, quasi sempre al vertice.
Già al primo anno la “matricola” ducale sfiora la finale per la Serie A2, soccombendo ai nemici della Andrea Costa Imola (che poi conquisteranno la promozione).

Poi altri 10 anni esaltanti, con in mezzo l’unico neo dell’assurda e umiliante retrocessione in Serie B2 che però, per fortuna, Vigevano non disputò poichè venne ripescata.

Ma la cosa importante è che il popolo di Vigevano era tornato a mobilitarsi, a fare quadrato attorno alla propria Squadra.
E lo farà per molti anni ancora, con gruppi organizzati che, pur cambiando più volte nome per “esigenze interne”, hanno mantenuto lo stesso zoccolo duro di persone, la stessa grinta e la stessa passione dei tempi d’oro.

BOYS, FOSSA DUCALE, FEDAYN, BULLDOGS ed, infine, ULTRAS VIGEVANO ‘07.
Tanti nomi, ma una sola passione… quella per Vigevano e per la propria Squadra.

Ben presto i 1.400 posti a sedere del PalaBasletta (capienza ufficiale consentita per lo storico impianto di Via Carducci) iniziarono ad essere insufficienti.
Spesso, in barba alle prescrizioni, non si faticava a raggiungere le 1.800 presenze, creando un ambiente decisamente “torrido” (e non solo in senso figurato).

Anche in trasferta, però, il pubblico ducale non faceva mancare il proprio sostegno ai propri beniamini.
Si ricordano infatti le 500 persone a Bergamo, gli oltre 600 ducali a Biella, i quasi 900 tifosi a Novara ed i quasi 1.500 al PalaRavizza di Pavia per il ritorno del derbyssimo con i “cuginastri biancazzurri”.

Ed è proprio in questi anni, infatti, che torna a farsi sentire forte la voce degli sportivi vigevanesi che chiedono all’Amministrazione Comunale e Provinciale di portare a termine quel sogno ventennale chiamato “Nuovo Palazzetto dello Sport”.
Condizione fondamentale per sperare di ospitare un Campionato professionistico.

Nell’estate del 2005, però, proprio quando iniziarono i lavori di costruzione del nuovo impianto polifunzionale da 4.800 posti a sedere, la Dirigenza (in parte vigevanese ed in parte varesina) che aveva rilevato il pacchetto azionario nel 1997, decide di passare la mano.
La Società viene rilevata da Antonio Gibillini (già General Manager anni prima) e Riccardo Capelli (noto imprenditore locale).
Ancora una volta, quindi, pur confermando la propria presenza ininterrotta nel terzo Campionato Nazionale (nel frattempo denominato Serie B d’Eccellenza), Vigevano è costretta a ripartire daccapo, con un nuovo progetto rivolto a riportare nella Città ducale il basket di Serie A che manca ormai da oltre 20 anni.

I primi due anni, però, sono tutt’altro che semplici.
Il budget ridotto, infatti, costringe la Società a organizzare le classiche “nozze coi fichi secchi”.
Qualche nome importante e molte “matricole” pescate nei campionati inferiori garantiscono esclusivamente due sofferte salvezze consecutive dopo la “roulette russa” dei Play-out.
Il primo anno evitando la retrocessione in Serie B2 in semifinale ed il secondo anno (senza nemmeno un Main Sponsor sulle maglie) addirittura in una drammatica Gara 3 di finale, davanti ad oltre 1.500 tifosi ducali nella bolgia del PalaBasletta.

L’anno successivo, grazie all’abbinamento importante con la Miro Radici Finance e al conseguente ingaggio di giocatori di livello, si ritorna ad avere ambizioni in chiave Playoff ed, infatti, Vigevano deve cedere (dopo 3 tostissime gare) solo alla strafavorita Casalpusterlengo.

E’ la stagione 2008/2009 però a segnare veramente un passo importante nella Storia del basket vigevanese.
Viene ingaggiato per la seconda volta Coach Gigi GARELLI (già allenatore gialloblù dal 2001 al 2004) con lo scopo di programmare un “piano triennale”, così da tentare l’approdo tra i professionisti in LegAdue (ex Serie A2) contemporaneamente all’ormai prossimo ed agoniato completamento del Nuovo Palazzetto dello Sport di Vigevano.

Contro ogni previsione invece (non solo quelle degli “addetti ai lavori”, ma anche quelle dei più ottimisti tra i tifosi ducali), Vigevano brucia le tappe e si piazza terza nella “Regular Season” della Serie A Dilettanti (nuova denominazione della ex B1) qualificandosi per i Playoff.

Dopo un prevedibilmente agevole primo turno contro Fidenza (2-0 in una serie al meglio delle 3 gare), Vigevano è chiamata all’impresa contro la corazzata Treviglio in una serie al meglio delle 5 gare, con l’eventuale “bella” senza il vantaggio del “fattore campo”.
Privilegio di cui non avrà comunque bisogno poiché, incredibilmente passa anche questo turno da imbattuta.
3-0 e, dopo più di 30 anni, accede ad una storica Finale per tornare tra i professionisti, contro Latina.
Tra l’altro, grazie alla cervellotica formula del rinnovato Campionato di Serie A Dilettanti, Vigevano può affrontare l’appuntamento con la Storia con la tranquillità di poter, in caso di sconfitta, disputare un ulteriore spareggio.

Dopo una prima vittoriosa trasferta laziale, Vigevano non si riconferma 3 giorni dopo nel rovente catino del PalaBasletta ed è costretta all’ennesima impresa a Latina.
Sul risultato di 2-1 a proprio favore, quindi, Vigevano si appresta a sfruttare il “match ball” tra le mura amiche.
Inutile dire che i giorni precedenti a Gara 4, in tutta la Città scatta la “caccia al biglietto”.
Nessuno vuole mancare all’appuntamento con la Storia.
Nemmeno chi, per mille motivi, da tempo aveva smesso di calcare i gradoni di Via Carducci.

Il 22 Maggio 2009, le due Squadre, uscendo dagli spogliatoi si trovano di fronte a qualcosa di più simile ad un “girone dantesco” che ad un Palasport.
Oltre 2.000 persone (stipate in una palestra che dovrebbe contenerne al massimo 1.400) ed un temperatura disumana.
Un muro di corpi (molti dei quali a torso nudo proprio per colpa del clima rovente) che si univa idealmente alle ulteriori 1.000 persone che, non avendo trovato posto, seguivano l’incontro a pochi metri di distanza, davanti al maxi schermo allestito nella bellissima Piazza Ducale.

Dopo un primo tempo avvincente ma equilibrato, al rientro dagli spogliatoi, i ragazzi di Coach Garelli iniziano a fiutare l’odore del sangue, come un toro nell’Arena.
Nulla e nessuno si sarebbe più potuto interporre tra loro e lo Scudetto di “Campioni d’Italia Dilettanti”.
Ancora prima della sirena finale il pubblico si riversa in campo ed esplode la gioia, attesa da una vita per molti.
I festeggiamenti proseguiranno poi fino a notte inoltrata nella vicina Piazza Ducale e nei locali della Città.

Smaltita la sbornia dei festeggiamenti, si torna a fare i conti con le difficoltà economiche ed organizzative.

Oltre ad un budget risicato, infatti, si ripropone l’annoso problema del Palasport che, nonostante le promesse delle Istituzioni, non verrà ultimato in tempo per disputare il tanto atteso Campionato di LegAdue.
Vigevano sarà quindi obbligata ad “emigrare” a Novara (30 km circa) nel vecchio Pala Dal Lago.
Questo ovviamente, ridurrà di molto il potenziale ducale in termini di pubblico e, quindi, di incasso.
Tuttavia, saranno ben 800 gli abbonati, con una media di 1.500 spettatori a partita.

Cifre ben lontane da quelle che si sarebbero potute registrare giocando un Campionato così prestigioso nel nuovo impianto alla periferia di Vigevano.
Prova ne è stato l’autentico delirio scatenato per le due uniche gare giocate nell’avveneristico impianto, in occasione dei Playoff per la promozione in Serie A (A1).
2 “sold out” nel giro di 3 giorni, seppur con una capienza ridotta a 2.800 posti a causa dell’agibilità parziale e temporanea in attesa della conclusione dei lavori.
La paura di restare senza biglietto ha fatto si che la maggior parte dei tagliandi fossero letteralmente “bruciati” già nelle prime ore di prevendita, con code al botteghino (presso il “vecchio” PalaBasletta) anche di centinaia di metri.

Playoff dunque, a coronamento di una stagione ancora più incredibile della precedente.

Vigevano è la vera rivelazione del Campionato, classificandosi settima al termine della “Regular Season” e sfiorando le semifinali Playoff (cedendo solo a Gara 5) contro Reggio Emilia.
A coronamento dell’indimenticabile Stagione, il titolo di “Coach dell’anno” assegnato a Gigi Garelli.

Un sogno, purtroppo, spezzato dal brusco risveglio del mancato accordo con il nuovo Sponsor, delle penalizzazioni federali e della conseguente esclusione dalla LegAdue con retrocessione in Prima Divisione (primo Campionato ad “iscrizione libera“).

Dopo l’esclusione dalla LegAdue (avvenuta nell’estate 2010), la Pallacanestro Vigevano (collegata alla Società “Pallacanestro Vigevano S.r.l.“) ha di fatto cessato l’attività agonisticaSenior“.
Dalla  Stagione 2010/2011 è attiva solo con una Squadra giovanile, con giocatori in prestito dall’ampio Settore Giovanile della CAT Basket Team.

Nella Primavera 2013 i Dirigenti della CAT Basket Team Vigevano decidono di unire le forze con la Società A.s.d. Nuovo Basket Vigevano e al gruppo storico dei tifosi gialloblù, gli ULTRAS VIGEVANO ’07, che nel Campionato 2012/2013 hanno avviato il progetto “Nuovo Basket Vigevano 1955“, disputando il Campionato di Prima Divisione con l’intento di riportare i tifosi vigevanesi al PalaBasletta e creare i presupposti per un ritorno del “basket che conta“.

Contemporaneamente ha aderito al nuovo “Progetto NPV1955” anche la A.s.d. Tromello (che disputa il Campionato di Promozione).

Le 3 Società ed il gruppo ULTRAS VIGEVANO ’07 decidono così di fondare la A.s.d. Nuova Pallacanestro Vigevano 1955 con la quale disputeranno il Campionato di Serie D Regionale 2013/2014.

La Presidenza viene assegnata a Marino SPACCASASSI (Presidente dimissionario della CAT Basket Team ed ex Dirigente della Pallacanestro Vigevano).

Inizia una nuova pagina della lunghissima e gloriosa storia della Pallacanestro a Vigevano…
UNO NOVE CINQUE CINQUE, FORZA VIGEVANO!!!

Al termine di una Stagione esaltante (seppur caratterizzata da un lungo periodo negativo causato da due infortuni seri all’asse “Play-Pivot“), la NPV1955 griffataPIXEL – ASM ENERGIA VIGEVANO” si classifica seconda nel proprio girone e si qualifica per i Playoff.

In solo 4 partite, ha la meglio su LOMAZZO e LUINO con punteggio netto (doppio 2-0) ed ottiene la tanto sospirata promozione in Serie C Regionale.

Accompagnati, come per tutto il Campionato, da quasi 200 tifosi gialloblù, i ragazzi di Coach MUNINI espugnano l’angusta tensostruttura di Luino ed i festeggiamenti terminano con giocatori, Staff e tifosi a cantare insieme in mezzo al campo:
SERIE C! SERIE C! SERIE C!!!

Inizia così una nuova avventura, un nuovo gradino sulla scala da percorrere per tornare nel “basket che conta“.

Riconfermando la quasi totalità del Roster artefice della promozione e aggiungendo solo qualche innesto, la NPV1955 (ora sponsorizzata “ForENERGY“), si affaccia al Campionato 2014/2015 della Serie C Regionale (ex C2) da “favorita” per la promozione diretta al nuovo Campionato di Serie C Gold (ex C1).

La prima classificata al termine della “stagione regolare”, infatti, potrà accedere al piano superiore senza nemmeno disputare la lotteria dei Playoff.
E i gialloblù (allenati per il secondo anno consecutivo da Coach MUNINI), infatti, mantengono la testa della classifica dalla prima all’ultima giornata, nonostante un momento di flessione (causato da infortuni piuttosto seri a 3 giocatori importanti) che interromperà l’impressionante “striscia” di 24 vittorie consecutive (le ultime 14 della Serie D e le prime 10 della Serie C Regionale).

Le 3 sconfitte totali, 2 delle quali proprio contro le dirette concorrenti CAVA MANARA e VOGHERA, mantengono però l’attenzione alta fino all’ultima partita.
Prima degli ultimi 40 minuti, infatti, la ForENERGY ha solo 2 punti di vantaggio sulla OMNIA BASKET CAVA MANARA che però, in virtù di un migliore “quoziente canestri” (scontri diretti in perfetto equilibrio), in caso di arrivo “testa a testa”, potrebbe beffare i gialloblù proprio sul traguardo, costringendo i ducali a disputare i Playoff per aggiudicarsi uno degli ulteriori posti validi per la promozione.

Il calendario, tuttavia, sorride alla ForENERGY che all’ultima giornata dovrà affrontare un agevole Derby lomellino a casa della VIRTUS GAMBOLO’ (già salva).
Per permettere ai tantissimi tifosi ducali (circa 1.000 nella precendente partita casalinga) di assistere all’ultima decisiva partita dell’anno, la Squadra ospitante decide di rinunciare al proprio “fattore campo” (solo 250 posti a sedere) per disputare la partita nel nuovo impianto della ARENA VIGEVANO, ovvero il nuovo Palazzetto dello Sport di Vigevano.

Particolare che aggiunge ulteriore fascino a questa partita decisiva, visto che una Squadra di Vigevano tornava a giocarsi una promozione nel nuovo impianto a ben 5 anni dalla sfida Playoff della MIRO RADICI FINANCE contro REGGIO EMILIA in LegaDue.

Davanti al pubblico delle grandi occasioni, VIGEVANO batte GAMBOLO’ e fa partire i festeggiamenti per la promozione diretta nel 4° Campionato nazionale (anche se, di fatto, gestito regionalmente), ovvero la rinnovata Serie C Gold.